Persone di serie A e persone di serie B: il fallimento dell’uguaglianza

Perché alcune persone hanno tutto e altre nulla? A molti questa realtà può sembrare naturale, quasi giusta. Io invece credo che non lo sia affatto. Non si tratta di essere etichettati come “comunisti” o “idealisti”: è sufficiente osservare la realtà per capire quanto le disuguaglianze economiche e sociali stiano distruggendo il diritto di uguaglianza, un principio presente in quasi tutte le costituzioni e che, in uno Stato civile, dovrebbe essere garantito.

Eppure, ogni giorno, questo diritto viene calpestato. Quante volte il “figlio di papà” ottiene una raccomandazione in un concorso pubblico? Quante volte un uomo viene preferito a una donna in un colloquio di lavoro solo perché uomo? Quante volte chi ha le conoscenze giuste emerge, mentre chi ha solo talento resta indietro?

Guardiamo ai talent show, spesso pilotati. Pensiamo a chi nasce con un dono straordinario ma resta intrappolato nella condizione in cui il caso lo ha fatto nascere, senza avere gli strumenti per farsi strada. Certo, qualcuno dirà che, se insegui i tuoi sogni, alla fine ce la fai. È vero: ci sono esempi di persone partite dal basso che hanno conquistato il successo. Ma proprio questo è il punto: non dovrebbe essere un’eccezione. Non dovrebbe esserci un sistema in cui pochi hanno tutto e molti hanno nulla.

Viviamo in una società che alimenta la malattia del potere e del denaro. Alcuni accumulano ricchezze oltre ogni necessità, mentre altri non hanno neanche un pezzo di pane. È il fallimento dell’uguaglianza, ed è la prova più chiara che continuiamo a vivere in un mondo diviso tra persone di serie A e persone di serie B.